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Bodero Maccabeo Ilaria

LAGO MARE

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CODICE: N310

Editore: Alessandro Dominioni Editore

pp. 144, cm 16x12

Anno: 2016

Lingua: italiano

Prezzo: 13,00

Quantità:


 

UN LAGO SOGNATORE VUOLE ESSERE MARE E SCOPRE CHE IL MARE SONO GLI OCCHI DI CHI LO GUARDA.
Ilaria Bodero Maccabeo è un’insegnante, vive con un cane e va a piedi per il mondo. Di tutto questo scrive. Questo è il suo decimo libro: il primo ambientato sui sentieri del Lario e sulle strade della Liguria.

Con questo diario di viaggio, il paesaggio si fonde a ricordi e a frammenti di vita presente.

 

La zia viaggiatrice Ilaria racconta al nipote bambino Carlo, in viaggio con lei e il fedelissimo cane Bubù, ciò che ha imparato dalla vita, in un’acrobazia di parole che vanno alla ricerca di un senso di marcia.

 

Una lettera rivolta al nipote bambino e fitta di insegnamenti e riflessioni intime, come fosse, per Ilaria, un passaggio di testimone:

La cosa più bella che ti potrà succedere nella vita, è essere compreso. Sentirti capito, cioè amato, tutto qui. È quello che io cerco di fare scrivendo. Quando qualcuno riceve le mie parole e le capisce, ecco per me la gioia.

 

Leggere Lago Mare vuol dire viaggiare con Ilaria attraverso luoghi poetici:

Sul Lario

L’acqua del lago di Onno è color verde smeraldo, incredibilmente trasparente. A Onno il lago sembra mare, un mare chiuso e d’acqua dolce. Ti ci ho portato a piedi. Sei chilometri di strada a tornanti da Valbrona, un piccolo paese disteso in una valle piena di sorgenti, fra le sentinelle di Canzo e lo strapiombo dei boschi.

 

e in Liguria

Mi siedo accanto al mio zaino, Bubù si sdraia sul pavimento di pietra. Sto lì in attesa del consiglio. Arriva puntuale: fermati. E dove? Poco più avanti nella casa che ci regala il cammino. E questa casa è una terrazza affacciata sugli scogli, pulita, comoda, sicura. Sta quasi a San Lorenzo. Non c’è motivo di proseguire oltre. Siamo arrivati. La nostra stanza è lì, fra il cielo e il mare.

 

Un’estate di cammino per metabolizzare, esorcizzare e superare avvenimenti drammatici:

Poi tu sei entrato in acqua e sei rimasto lì a sguazzare felice fra i pesciolini. Tu e i tuoi dieci anni quasi compiuti. Stavo per raggiungerti quando è squillato il cellulare. Tua mamma. E la notizia. Quella parola all’improvviso, mentre tu cantavi da solo, fra i germani e gli svassi, la Grigna per fondale, il verde smeraldo intorno e il Sole addosso. Cancro. Un cancro al colon. Tua madre ha un cancro al colon.

 

E tra incontri interessanti e piacevoli, c’è spazio anche a spiragli di ilarità e tenerezza:

Il nostro rubacuori (ndr. Bubù) incontra la femmina della vita sua. Coup de foudre, così in miezzo a una strada, come direbbe lui. Lei si chiama Milù. Viene dal Nord, cioè da Torino, e ha fascino da vendere. Il cuore di Bubù batte come una marcia di Strauss. Ulula, lo scugnizzo, mi guarda disperato. Ti prego, ti supplico, ti scongiuro, convinci i padroni suoi, facci scappare insieme…

Ma non si può. Milù è una signorina per bene. Ci tocca la crudeltà della separazione in una scena madre che attrae curiosi di ogni nazionalità. E non finisce lì, perché il nostro Casanova non si arrende, cerca, fiuta, tira, freme. Milù, l’avete vista, Milù, Milù

 

Camminare è vita.

Camminare ti riporta in vita dalla morte,

dalla morte di ogni giorno.

Camminare è riposo.

Carlo, 10 Anni

 

L’AUTRICE

Ilaria Bodero Maccabeo, nata a Milano nel 1969, è umile e fedele cronista della sua memoria, cammina e scrive da quando aveva dodici anni.

Ha calpestato crosta terrestre per 50.000 chilometri, praticamente la circonferenza del globo. Viaggi di fede e di spiritualità ma anche cammini quotidiani alla ricerca dello stupore per una rosa in gennaio.

Dei suoi viaggi fa scrittura: li racconta in pagine piene di nuvole e di strade polverose, perché qualcosa resti e la parola faccia viaggiare gli altri.

Innamorata pazza dei cani e della loro disarmante fedeltà; ne porta in giro tre per volta.

Di mestiere impara in una scuola dove alunni un po’ sgangherati le insegano molto di più di quanto lei non insegni loro.

Vive accanto a un lago di cui macina le rive, su e giù, giorno dopo giorno, sognando il mare e i prossimi cammini.



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