Mario Schiani, Paolo Schiani

Il fucile dietro la schiena

L’inferno del Lager. La vicenda di un sottotenente luinese diventato “schiavo di Hitler”. La voce dei suoi figli.

 

DISPONIBILE DA NOVEMBRE

16,50

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ISBN/EAN: 9788898911547

Anno: 2021

Formato: 15x21cm

Nr. pagine: 182

Rilegatura: brossura

Categoria:

Descrizione

Il fucile dietro la schiena:  il dilemma morale di uno“schiavo di Hitler”.

Il fucile dietro la schiena è il dramma di un padre descritto lucidamente dai suoi figli.

Nel 1943, come tanti altri soldati italiani colti alla sprovvista dall’armistizio, il sottotenente luinese Natale Schiani viene deportato nei campi di concentramento dei nazisti. Diventerà un internato militare,  e subirà la crudele vita del lager per ben due anni.

Nel 2013, all’età di 91 anni, Natale si spegne. Lascia ai suoi figli un’eredità molto particolare: un cassetto contenente le lettere che il padre e la sua famiglia si scambiarono durante il suo internamento.

Oggi, grazie all’aiuto di quelle lettere, Mario e Paolo hanno ricostruito la vicenda di Natale, mettendo a fuoco il dilemma che logorava i prigionieri italiani nei campi di concentramento: cedere e aderire alla Repubblica di Mussolini per essere liberati, oppure resistere alla fame e al freddo pur di non allearsi al “nemico”?

Che cosa fare, allora? Resistere, tenere duro, sopportare e, in un certo senso, sfidare il destino? Oppure aderire, sostentarsi grazie al miglior vitto riservato agli “optanti”, tornare in Italia, forse rivedere la famiglia? In fondo, basta una firma.

Invece di limitarsi a una semplice redazione della corrispondenza epistolare, i fratelli Schiani sono riusciti a trasmettere lo stato d’animo di Natale e di chi, sia da lontano sia da vicino, ha vissuto con lui l’inferno del lager.

Il fucile dietro la schiena è una testimonianza unica, insolita, in cui la voce dei figli, discreta e partecipe, si fonde con quella del padre, dando vita a un racconto personale e a una ricostruzione storica ampia e dettagliata.

Con una prefazione di Gianfranco Giudice.

Uno sguardo sull’altra resistenza: chi erano gli “schiavi di Hitler”?

Tra le pagine più dolorose della nostra Storia si trova sicuramente quella dei militari italiani ridotti in schiavitù nei lager nazisti dopo l’8 Settembre 1943.

L’8 settembre è lo storico giorno di armistizio in cui, l’esercito italiano, colto di sorpresa e allo sbando, si trovò alla mercé della rabbia tedesca.

Identificati con il termine di IMI (Internati Militari Italiani ), i militari ͔italiani non furono mai considerati ufficialmente dei veri prigionieri di guerra. Sprovvisti della tutela internazionale che questa condizione avrebbe loro conferito, vennero rinchiusi nei lager nazisti. Spogliati di tutto, ridotti a dei numeri, gli IMI furono obbligati ai lavori forzati, allo stremo delle forze per la mancanza di cibo.

L’8 settembre è il giorno in cui ogni certezza si dissolve e ognuno è chiamato di fronte alla sua coscienza. Da quel momento, anzi, si sussegue una lunga teoria di appuntamenti con la coscienza, con il senso del dovere, l’amore per la famiglia, la dignità, l’onore.

 

Il fucile dietro la schiena
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