Il salto della lepre, romanzo giallo tra il Canton Ticino e Zurigo
Il salto della lepre
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ISBN/EAN: 978-88-98911-24-0
Anno: 2016
Formato: 13x21cm
Nr. pagine: 176
Rilegatura: brossura cucita
Descrizione
Giovanni Soldati, scrittore ticinese, col suo romanzo giallo ambientato tra il Canton Ticino e Zurigo, interroga alcuni aspetti dell’animo umano come la ricerca di se stessi, la libertà, il riscatto sociale e morale, i quali, sapientemente miscelati, danno risvolti sorprendenti e inaspettati alla trama. Una storia ambientata tra l’apparentemente tranquilla provincia ticinese e la dinamica e multietnica Zurigo.
Il lettore è accompagnato attraverso le vicende da riflessioni e aneddoti legati alla vita della lepre, la preda per antonomasia, usata come metafora della fuga; in particolare da quella che, inseguita da un cacciatore, preferì lanciarsi nel vuoto piuttosto che cadere nelle mani dell’uomo.
LA SCOMPARSA
La lepre ha zampe lunghe ma non corre senza un vero motivo.
Non c’è necessità di sfidare la sorte tracciando una vistosa linea retta in campo aperto. Si fugge meglio in silenzio, muovendosi piano, in modo da non farsi notare dall’occhio vigile di un predatore. La corsa a grandi balzi è solo per gli stolti che si lasciano intrappolare dal panico e dalle inutili paure.
Ian Angelini, quarantenne sposato con un buon lavoro, per fuggire dal suo presente troppo perfetto e inutile, decide di rifugiarsi nel suo passato per cercare di crearsi una nuova vita.
La sera di lunedì 25 gennaio, scelse di sparire e così fece.
IL METODO
Le lepri non giocano a scacchi. La loro unica strategia è di lasciarsi trasportare dall’istinto. La sopravvivenza prima di tutto; poi, semmai, l’orgoglio.
Ian non ha un piano, si deve fidare di una sua vecchia conoscenza, Frank Zappa, nome d’arte del proprietario del Belial. Un losco locale che frequentava in età universitaria.
Frank decide di aiutarlo e lo nasconde in una stanza segreta per giorni, “in attesa di sviluppi”.
«Non fare il difficile. Tu mi hai chiesto di aiutarti in questa pazzia. Credi che sia facile far sparire una persona nel nulla, una persona sposata e, a quel che mi risulta, piuttosto conosciuta? Non puoi permetterti di fare il broncio con me. Non sei un ragazzino viziato. Mi hai chiesto la luna: l’avrai. Dovrai sputare sangue. Intanto mi devo occupare della tua automobile che, adesso, è nascosta nel mio garage. Non è certo mia intenzione di farla trovare lì».
L’INDAGINE
Il terzo giorno dalla sparizione, il volto di Ian è su tutti i giornali locali.
Il quinto giorno, Adriana Veri, commissario di polizia, incaricata di seguire l’indagine, si presenta a casa della Sig.ra Angelini, Sonia.
«Purtroppo hanno trovato la Volvo di suo marito, signora Angelini. È stata trovata in periferia di Zurigo nel piazzale di un capannone inutilizzato da parecchi anni. Era completamente bruciata, ma essendo in rilievo, il numero di targa era ancora riconoscibile».
«All’interno della carcassa c’era un corpo carbonizzato. Certo, al momento non abbiamo nessuna certezza ma…».
E così dicendo allungò le mani in cerca di quelle di Sonia. Parevano di vetro, esangui e gelide.
Il commissario Veri, a sua volta, in qualche modo, in fuga da se stessa e alla ricerca di un riscatto, decide di recarsi a Zurigo.
“Ian Angelini: un uomo morto ma non troppo. Il commissario Veri pensò all’assurdità della situazione. La persona scomparsa e, finora, mai trovata, stava lì tranquillamente seduta a sorseggiare una birra in uno dei locali più frequentati di Zurigo. Sembrava volesse dire: “Eccomi, sono qua. Che aspettate?”. Invece disse:
«Sola?».”